“Questo non è un ritratto” | Opening at Satura Arte

solo exhibition
artist: Pauline Zenk
opening: 2nd of April 2016
location: Satura Arte Galleria - piazza Stella, Genova | Italia
curator: Satura Arte
website: www.satura.it

C'è ancora, è tutta presente una percezione netta delle immagini. Pauline Zenk le ha collezionate accuratamente, senza costringerle a fraintendimenti. Ritratte, ri-trattate, rimaneggiate pesantemente. Offuscate, dato che dal punto di vista della Zenk sembra quasi più interessante possederne il ricordo, non nitido, scolorito, sciupato dal passaggio nella memoria. Passaggio-ponte tra il valore intrinseco di quella che è già un imago mentis (tale pare essere il rapporto tra l'artista e la sacrale concretezza del ritratto) e la superficialità che le è stata stampigliata addosso; tra l'esistenza e l'emblematico sopravvivere di ciò che ne resta scolpito, tracciato attraverso il continuo passare dell'olio sulla tela.

Il ritratto continuerà ad essere con la Zenk un artificio. Solo non sarà più quell'artificio in grado di vantare la propria blasonata oggettività, si è imbastardito, frastornato da un'artista votata al suo uso improprio. L'ha vista scivolare via lentamente, non svanire, restando appesa ai colpi di pennello fuori campo, decostruttivi. Anzi, maniacalmente decostruttivi. Per la Zenk infatti rompere quell'iniziale e netta percezione, sgretolare l'immagine vanificandone le credenziali visive, è un'operazione metodica, dove la frequenza pittorica è prestabilita: da sinistra a destra, da destra a sinistra. Nella ritmicità del metodo ogni linea è contenuta, e ogni graffio lede la certezza, fino a trasmigrarla nell'oppositiva incertezza di un complesso marchingegno di tratti pittorici.

La rivoluzione è predisposta con tutte le sue dinamiche, è lì pronta ad arrivare, senza però che esista la possibilità di prevederne gli esiti. Non è certo facile immaginare a priori che l'azione pittorica funzioni da nastro trasportatore per la modernità assoluta, e trasformi il ritratto da stantia forma d'arte a quanto di più inconsapevolmente metta in gioco il nostro approccio (formale e riflessivo) alle immagini, con abilità visiva pari a quella di un mass media, e bravura a trascinare entro le proprie storie figurative appena dissezionate. Accentratore dell'inconsapevolezza e operatore del subconscio. Complice della sua (poi nostra) realtà virtuale, come un timido emulo dello schermo televisivo.

text by Andrea Rossetti

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